La Sindrome di Nonna Papera: ma cos’è?

Il posto giusto per chi pesta una cacca e sorridendo dice che porta fortuna.

 Se la vita ha un senso, deve essere quello dell’umorismo.
(A. Schopenhauer)

La Sindrome di Nonna Papera è una rubrica umoristica (ma non troppo) nata da un personale delirio durante una notte insonne di molti, molti anni fa. A volte capita. A tutti capita.
Riflessioni sul mio status coatto di casalinga-per-forza che mi stava stretto assai. Niente più lavoro, due figli piccoli da crescere, presa nella morsa di un tourbillon fatto di supermercati, pranzi, compiti, catechismo, palestra, feste, cene, ancora compiti, scuola, insegnanti… da impazzire. A volte quattro pareti sono troppo strette per un’anima ribelle.
Lo sclero letterario finì in un’antologia umoristica; che il tutto fosse in linea con la psicoapocalisse del momento è evidente.

Non tutte nasciamo col gene della perfetta casalinga: io non lo posseggo. La Sindrome di Nonna Papera appartiene a quelle donne perfette che ti accolgono col sorriso e una torta di mele nel forno. A quelle che trovano divertente andare al supermercato, stimolante spolverare e rilassante stirare. A me viene l’orticaria solo al pensiero. Io da ragazza volevo fare il meccanico…

Dopo tanti anni di onorato servizio, oggi La Sindrome di Nonna Papera ha finalmente una casa tutta sua ed è lieta di ospitarvi tutti. Badate bene, non è una rubrica per donne ma per tutti coloro che sanno ancora sorridere, che riescono a vedere un puntino rosa anche in un oceano di nero. L’umorismo non ha sesso ma rende ugualmente la vita migliore.

Così, eccoci qua.
In perfetto anticonformista style tratteremo argomenti di varia varietà non senza intingere la penna in una goccia di cianuro, il che renderà il tutto più stuzzicante e meno falsobuonista.
Giusto per farci una sana risata insieme.
Senza mai prenderci troppo sul serio, s’intende.
Enjoy! 🙂

Simonetta Santamaria è scrittrice, giornalista, motociclista, batterista e svariati altri “ista”; pratica il wing tiun kung fu, ama i gatti, i viaggi avventurosi e Stephen King (ma lui non lo sa).
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