8 marzo, festa della donna o strage di mimose?

Perché celebrare la Festa della Donna in questo modo insulso? Noi non siamo una ricorrenza da commemorare.

Ogni volta che si avvicina l’8 marzo mi sale l’orticaria, perché so già che cominceranno a piovere messaggi di auguri e gif di mimose per la Festa della Donna. E siccome rispondere con fare piuttosto brutale che non me ne frega una cippa di essere commemorata, ingoio il rospo e mi rassegno al bombardamento.

Già, commemorata. Ricordata, onorata, celebrata… manco fossi una santa, martire e (almeno) non più vergine.

Molto in beve, la Giornata Internazionale della Donna ha una genesi molto nobile, istituita nel 1909 dal partito Socialista in favore del diritto delle donne al voto. Avrete di certo sentito parlare delle storiche suffragette, impersonata perfino dalla signora Banks nel capolavoro cinematografico che è Mary Poppins. Alla battaglia per il suffragio universale si accodarono una serie di altre rivendicazioni come l’aumento salariale e migliori condizioni lavorative. Infine, le donne comuniste moscovite scelsero l’8 marzo per celebrare la Giornata Internazionale dell’Operaia, ed eccoci all’odierna Festa della Donna.

Ad asfaltare piantagioni di mimose da rivendere a prezzi da strozzinaggio per omaggiarci in stile “grazie di esistere, dee dell’umanità” salvo poi, il giorno dopo, ricacciarci nel nostro angolino buio. E ci va pure bene se ci lasciano in vita, se non ci ammazzano per il puro gusto di farlo.

Solo oggi, 7 marzo, ne sono state uccise tre. La più giovane, a Messina, aveva solo 28 anni; il fidanzato ha subito confessato l’omicidio. Poi, in periferia di Napoli, una 36enne è stata massacrata di botte dal marito; sempre oggi si sono svolti i funerali di un’altra giovane donna uccisa dal marito nello stesso quartiere. Infine, a Brescia, un’86enne è stata trovata morta in casa con chiari segni di strangolamento.

E ancora… una ragazza di 24 anni è stata violentata nell’ascensore di una circumvesuviana da 3 balordi poco più che ragazzi, tra i 18 e i 20 anni… E questi saranno gli uomini del futuro, capite? Questi, che ci considerano una pazziella, un divertissement di cui poter approfittare ogni volta che gli prudono le mani (o qualcos’altro). Festa della Donna… Parliamo ancora di femminicidio, come se l’omicidio avesse un maschile e femminile…

Cosa festeggiamo, dunque? E perché? Per mettere l’accento su una diversità atavica che non andrebbe cavalcata ma, nei limiti del possibile, piallata? Per cosa vedo tante donne radunate intorno a un tavolo a brindare e fare casino in questo strano giorno? Se fosse solo per concedersi un momento di libertà, dovrebbero poterlo fare ogni volta che ne sentono l’esigenza e non aspettare uno stupido evento annuale, perché significa che per gli altri 364 giorni sono prigioniere.

Ricordo una sera dell’8 marzo di tanto tempo fa: passando a piedi davanti a una pizzeria presa d’assalto da un’orda di donne inquiete quanto inquietanti a cui andò tutta la compassione dei camerieri, dal balcone di un palazzo notai una bella ragazza bionda, vestita con solo una sottana nera e un paio di guanti lunghi, anch’essi neri. Sbirciò tra quella folla di assatanate, sorrise e poi chiuse le persiane. Lei sì che aveva capito come festeggiare l’8 marzo, amiche mie.

Lasciamo quindi vivere le mimose, e portateci i fiori tanto, tanto più spesso nel corso dell’anno. Ma non per festeggiarci (?), piuttosto per ricordarci (e ricordarvi) che ci amate. E magari ogni tanto alzate la posta con una sottana nera, un paio di décolleté con tacco 12 a spillo, un completino sexy.

Chiunque stesse con la bella bionda dietro quelle persiane, di certo non l’avrà compatita. Festeggiamoci, donne e uomini insieme, senza ipocrisia.

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