L’amicizia ai tempi dei figli… e dopo

La storia di Cinzia (MoonCica) sull’amicizia e l’importanza di quella vera.

“Un solare ciao a chiunque mi legge, voglio condividere con voi un pezzo di vita e di forti emozioni che da un anno a questa parte grava sul mio cuore: si tratta dell’amicizia.

Ho due figli e le amicizie degli ultimi 15 anni sono state tutte legate e collegate alle mamme e a volte famiglie dei compagni, amici dei miei figli, ma come sappiamo bene questo genere di amicizie si perde con lo sciogliersi del legame dei ragazzi e sono comunque collegate a loro.

Il periodo della pandemia ha aiutato a portare a galla la difficoltà dei rapporti umani, forse ognuno di noi ha portato fuori aspetti di sé che prima si tenevano un po’ più custoditi dentro e questo non ha sempre aiutato amicizie a superare il lungo periodo di distacco.

Il tema amicizia è sempre stato per me molto difficile, non ho mai avuto l’amica del cuore e non mi porto amicizie di vecchia data quindi ad oggi sono a un punto zero come amicizie mie personali, donne con cui condividere pensieri, momenti di relax, un aperitivo un caffè e i passaggi miei di vita, non come mamma di… ma come donna quale sono.

All’inizio accettare che questa per me era una ferita e una mancanza dolorosa è stato duro, mi dicevo sì ma hai comunque poco tempo, la vita è pienissima tra lavoro, figli e casa, tutte verità ma la parte affettiva dell’amicizia quella è altra cosa ed esula da tutte queste scusanti, quindi alla fine ho capitolato e ho guardato in faccia la realtà delle cose, mi mancano le MIE amiche.

Accettato l’evidente stato di difficoltà ho provato a parlarne con qualche “Amica” che aveva preso altre strade senza riuscire a creare un dialogo di condivisione, anzi generando il distacco totale, allora ho iniziato a fare delle ricerche su internet e lì ho capito che questo è un tema caro a parecchie donne, e forse non se ne parla ancora tanto ma è oggetto di vari articoli e ci sono siti online dove incontrarsi ma diciamoci la verità da bambini era facile: bastava avvicinarsi, dire “CIAO” a voce alta ed entrare nel gioco, da adulti e in modo virtuale, anche solo all’inizio, è tutto un altro discorso.

La difficoltà è nella parte inziale, capire dove poter incontrare e conoscere persone che abbiano interessi comuni e con le quali potersi condividere, indubbiamente va messo in conto il rischio di scottature e delusioni, ma vale la pena provarci. Definire una persona “amica” è un processo lungo e che richiede pazienza, impegno, frequentazione, conoscenza, ma tutto questo arriva dopo il primo passo, che è sempre più faticoso, spesso subentra la vergogna, il non sentirsi più capaci di approcciare una persona nuova, raccontarsi pian piano aprendosi e avventurandosi in un mondo sconosciuto e da esplorare.  

Se provo a immaginare il mio viaggio verso le nuove amicizie lo faccio così: parto su un veliero di quelli di legno, di medie dimensioni, e inizio il mio viaggio in solitario… superando ansie e paure parto. Approvo in diversi porti e viaggio nelle cittadine che trovo, e forse in molto casi risalirò sul mio veliero ancora sola, ma una piccola fiamma del mio cuore mi fa credere che da qualche scalo non risalirò sola e allora navigando insieme sul veliero con le nuove o i nuovi ospiti avremo modo di conoscerci ed esplorare insieme nuovi mondi e fare insieme scali e ripartenze.”

E tu, hai una storia da condividere? Scrivici, Il Porto delle Donne è qui per te!

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