L’anello col gps: l’amore ai tempi di Gemporia

L’anello col gps inventato dalla gioielleria britannica Gemporia, per un fidanzamento a prova di scappatella

E così, siamo all’anello col gps. Ci perdiamo, è vero. La tecnologia 2.0 ci ha resi più smemorini, manco più un numero di telefono, ci ricordiamo… (io per prima, se dovessi mai chiamare qualcuno senza usare il recall del cellulare mi lancerei a testate nel muro) e anche abbastanza confusi rispetto al primigenio senso di orientamento. Sempre io, tendo a perdermi anche in un supermercato se non mi applico a prendere punti di riferimento, in perfetto Pollicino style.

Dicono che è roba da donne, quella di non aver senso dell’orientamento, al pari dell’inabilità a parcheggiare un’auto o a maneggiare un martello.

Cose che ovviamente smentisco con fervore. Orientamento a parte, per quel che mi riguarda. Oddio, in realtà mi ricordo di avercelo avuto, una volta… Con l’età mi si dev’essere fuso il gps integrato.

Ma non è solo l’orientamento nello spazio a esser diventato fallibile.

Ci si perde nello spazio come nel tempo, nelle situazioni semplici peggio che in quelle complesse, nelle relazioni, nelle promesse, nei giuramenti. Ci perdiamo e così cominciamo a gironzolare, a chiedere informazioni a destra e a manca, a metterci in coda al primo che ci pare abbia dato una risposta convincente.

Ci perdiamo, e ce li perdiamo.

Uomini e donne che inseguono l’altro che intanto vaga col naso per aria e non sembra abbia manco tanta voglia di tornare. Certo, A Volte Ritornano, lo dice pure il Re, ma altre girano l’angolo e spariscono.

Meglio non rischiare.

E allora ci ha pensato il britannico Steve Bennett, fondatore e CEO della gioielleria online Gemporia a farci dormire sonni tranquilli mettendo il nostro tessssoro sotto controllo. Impalmandolo con un anello col gps incorporato.

Fedi nuziali e anelli di fidanzamento con un microchip gps incorporato in modo da essere rintracciabile ovunque.

Capperi, vero? E pure parecchio salati.

In realtà mr Bennett ha inventato per Gemporia il dispositivo gps per poter rintracciare ogni suo gioiello in caso di furto. Inevitabile tuttavia lo scivolone nella violazione della privacy. E così il compagno spione potrebbe beccarsi una bella denuncia e girare la frittata a suo danno.

Quindi direi: lasciamo il gps all’auto e a Google Maps e godiamoci la gioia di aver regalato il tanto anelato brillocco, finché dura. Bisognerebbe smetterla con inseguimenti, accanimenti terapeutici e guinzagli con collari a strangolo.

Perché lo dice anche l’antica saggezza cinese (io mi guarderei bene dal dispensare consigli saggi): “Non aver paura se il tuo cavallo scappa. Se ti appartiene ritornerà. E se non tornerà è perché non è mai stato il tuo.”

E andiamo, il gps a un cavallo…

Ti è piaciuto? Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *