Armine: modella Gucci scatena gli haters

Armine Harutyunyan, modella Gucci che ha scatenato gli haters, è riuscita a svelare, ancora una volta, il lato peggiore dell’essere umano.

Che i canoni della bellezza cambino nel tempo è ormai un dato di fatto. Ai tempi della mia gioventù non ricordo un tale florilegio di culi perfetti e tette sode come si vede oggi, in bella mostra su qualsiasi spiaggia, sui cataloghi di moda o in semplici foto sui social.

A costo di sembrare trita e ritrita, cito la frase di Oscar Wilde “la bellezza è negli occhi di chi guarda” per sottolineare il concetto di bellezza soggettiva che tanto mi piace e in cui credo.

E con questa perla mi allaccio al circo che si è scatenato attorno ad Armine Harutyunyan, la modella modella armena di Gucci su cui gli odiatori di tutto il mondo si sono fiondati riversando la loro acidità frutto di cattiva digestione e aspettative represse.

Questa ragazza di soli 23 anni non incarna i canoni della bellezza classica: non sarà la personificazione della cosiddetta sezione aurea, ha il naso aquilino e delle sopracciglia importanti, l’ovale del viso accentuato. Eppure Gucci l’ha scelta per la sua sfilata primavera/estate del 2020. Non è una modella professionista, è una graphic designer; s’è trovata dentro quasi per caso, e senza volerlo s’è tirata addosso l’attenzione dell’intero pianeta.

A questo pandemonio mediatico lei reagisce bene, sorride, si lascia scivolare addosso le offese. Sarà questo atteggiamento a scatenare ancora di più l’ira funesta degli odiatori. Si sa che per eccitare, la vittima deve soffrire…

Ma il concetto del bello, come dicevo, è soggettivo. E i canoni della bellezza cambiano nel tempo. Oggi probabilmente la tanto decantata Venere di Botticelli non se la filerebbe nessuno perché c’ha la pancetta e le tette piccole. Chissà, forse anche la mitica Marylin Monroe – al naturale, ovviamente, non dopo le canoniche 4 ore di trucco e parrucco a cui si sottoponeva per essere lei – sarebbe solo una delle tante.

Le donne rosicano. Attaccano senza pietà perché il credersi migliori foraggia una celata quanto scarsa autostima di chi, quando si guarda allo specchio, forse si dice la verità. Vorrebbero essere tutte modelle, tutte claudieschiffer, ma intanto c’è Armine su quella passerella.

Gli uomini fanno becera ironia, manco fossero tutti cloni di Brad Pitt. Mi divertirebbe molto sbirciare sul loro pulpito. Forse non riflettono abbastanza sul fatto che (salvo rare, molto rare, eccezioni) nessuno di loro può vantare un fisico di vitruviana memoria, e che se le donne si rifacessero a tali canoni molti di loro resterebbero illibati e aggrappati alla speranza che la loro mano destra (se non sono mancini) continui a essere performante fino alla morte.

Gli haters gettano fango sugli altri per sentirsi forti, sicuri… Ma sono solo sgorbietti dietro una maschera da leone. Sgorbi quantomeno interiormente, ma in genere il veleno che produci dentro si vede anche fuori. Dire qualcosa di buono è da sfigati, deboli perdenti, mentre sputare urlando fa tanto soggetto dominante.

Mi rifaccio al concetto di bellezza secondo soggetti tipo Pablo Picasso o Francis Bacon (che non ha niente a che fare con la pancetta): Armine non ha la faccia da bambulella, non sembra la classica oca giuliva tutta risolini e selfie con bocca a culo di gallina. È una ragazza che non se la tira, non fa manco l’influencer…

Amici, non è bello ciò che è bello ma quel che piace. A me, per esempio, Brad Pitt non piace. Avrà pure un fisico michelangiolesco, l’occhio acqueo e il capello cherubinico ma a me non fa sangue. Preferisco, ebbene sì, Jack Black. Con quel suo fare buffo, la sua risata, quel certononsoche mandrillo che forse sviluppa chi sa che bello secondo la massa non lo sarà mai, quindi deve affinare altre doti.

Perciò, padroni di dire che qualcosa o qualcuno non ci piace, ma tra l’esprimere un parere e offendere ci passa un abisso. E qui si vede la differenza tra l’homo sapiens e quello habilis solo a denigrare.

E, per concludere, nessuno che abbia speso una parola sulla collezione di Gucci…

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