Casalinga-per-forza

Casalinga-per-forza: quando hai sempre lavorato e all’improvviso ti ritrovi ingabbiata tra un fornello e un piumino per la polvere.

Esiste, in un presente fin troppo presente, una congrua porzione di umanità femminile che, un tempo lontano ma non troppo, aveva un lavoro che oggi non ha più. Per scelta o contingenze non importa. Il fatto è che non si ha più quell’obiettivo che ti portava a uscire di casa al mattino e a dire “sono occupata”.
Io, in un certo senso, sono una di quelle donne.

Il Caos casalingo

Osservando il caos che invade quotidianamente la mia casa e che cerco a fatica di arginare – è come combattere un gigantesco blob – china sul tavolo della cucina sotto gli occhi curiosi dei miei gatti, mi sono lasciata andare a qualche considerazione sullo status di casalinga-per-forza.

Chi è la casalinga-per-forza? È proprio colei che, per motivi legati alla sfiga o, se preferite, alle infelici circostanze occupazionali del momento, è costretta a ripiegare sul lavoro domestico in casa propria.
Prima che la vita le si ribaltasse addosso, abituata ad alzarsi presto per iniziare con un minimo di vantaggio la propria corsa contro il tempo, dopo aver portato il cane a fare pipì usciva di casa, accompagnava eventuali pargoli a scuola per poi tuffarsi nel proprio ufficio dove avrebbe bestemmiato e maledetto quel momento per il resto della giornata.

E ora? Ora si alza presto lo stesso, lo stesso gareggia contro il tempo, lo stesso porta il cane a fare pipì e i figli a scuola, e lo stesso bestemmia e maledice. Perché? Perché di tempo non ce n’è, comunque. Perché prima almeno c’era il caffè, la chiacchiera con la collega, il momento del pettegolezzo, della risata, della condivisione. Mentre ora si trova da sola a condividere un cazzo di niente tra le mura di casa sua.
Niente da fare. La casalinga-per-forza non sarà mai una perfetta donnina di casa.
Perché la casalinga perfetta deve essere affetta dalla sindrome di Nonna Papera.

La Sindrome di Nonna Papera

Sì, proprio la nonnina tuttofare di Qui, Quo, Qua che sforna delle deliziose torte di mele. Bisogna essere come lei, tutta casa e cucina, niente sbuffate, niente smadonnamenti. L’unico scopo è far felici i propri cari e gli amici con pranzetti prelibati, la più alta gratificazione è ricevere un plauso per il pollo ripieno. E in giro neanche un granello di polvere.

È mio il copywright su questa sindrome, l’ho inventata io quindi diffidate dalle imitazioni: un concentrato perfetto dell’immagine tradizionale della donna-casalinga-mamma. Chissà, magari farò la Storia…
A proposito, uno di questi giorni devo ricordarmi di spolverare la mensola della cappa prima che ci vengano ad abitare i ragni.

Come avrete capito, io sono immune da tale affezione. Non mi piace nulla di quello che il lavorare a casa m’impone. In realtà non lo avrei neppure mai immaginato.
Io, prima di dedicarmi alla scrittura, volevo fare il pilota di elicotteri.

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