Il Coronavirus e la crisi di coppia

Il Coronavirus mette a dura prova la coppia. E quattro pareti possono trasformarsi in una cella d’isolamento.

Cosa c’entra il Coronavirus con la crisi di coppia? Eh, cari miei, quarantena forzata, mancanza di abitudine… mica facile condividere all’improvviso (e senza mutuo consenso) spazi e tempi con coniuge col quale si era abituati a vedersi al mattino per il tempo della colazione e poi direttamente la sera a cena…

Se poi ci aggiungete anche la figliolanza numerosa e turbolenta senza più scuola, sport, catechismo e lezioni d’inglese, la cosa si fa dura. Molto dura.

Bisogna occupare il tempo. Che si fa, che si fa… Come si fa? Anche le coppie più salde rischiano qualche incrinatura se lo stato di allerta non viene gestito con saggezza, e un pizzico di furbizia.

Ecco i possibili scenari. Ma prima lasciatemi puntualizzare, per quelli che credono ancora che trattasi di trattati psicosociologici seri, qui si ride (spero). È una rubrica umoristica, le disamine serie le lascio a chi di competenza. Quindi al posto del marito metteteci pure vostra moglie, il cane, la suocera, è uguale. Capito? 🙂

A) Marito e occupazione del tempo.

1) Caracolla dal letto al divano, dal divano alla tavola e poi di nuovo divano e letto. Non sa che fare, scopre di non avere un hobby, si gratta la panza e ha la pazienza di un atomo esagitato. È depresso perché manco lo sport lo salva. S’è dimenticato come si gioca pure a domino, perché il gioco è roba da ragazzini, mentre lui è homo da che mo’. Guarda fuori con espressione da basset hound abbandonato e aspetta che l’apocalisse faccia il suo corso.

E tu, che vorresti mettergli le mani al collo, o fargli l’elettroshock perché il solo vederlo ti deprime. E pensi a quanto fa lo splendido al lavoro, quanto è brillante, attivo, propositivo… A quel punto anche l’elettroshock diventa solo un grattino affettuoso.

2) Si attiva in tutti i modi possibili: fa sua l’aspirapolvere di cui ignorava anche l’esistenza e cavalca per tutta la casa a tirare su anche la singola briciola, fa un genocidio di ragni; poi la smonta, pulisce il filtro 7 volte al giorno (filtro che di solito tu pulivi un paio di volte l’anno, forse) e ne decanta pregi e difetti. A te, a cui proprio non frega una beneamata cippa.

Fa ginnastica davanti alla tv, e cacchio, sempre quando tu vorresti vedere la puntata del tuo telefilm preferito. Si pianta davanti allo schermo e sbuffa e sudacchia. E tu, sloggiata a tempo di musica, non puoi che emigrare in cucina dove puntualmente arrivano i figli a chiederti ogni pietanza possibile che manco il Cucchiaio d’Argento. Di grazia, gli smadonnamenti a piacere.

B) Marito e consorte.

1) Vi guarda con curiosità ma solo perché non si ricorda più come vi chiamate. Mangia e pensa con rimpianto alla mensa dell’ufficio perché ci era abituato. E, visto che ha tempo e il cervello gli fuma, si chiede in segreto perché mai si è sposato; lui è uno spirito libero, dovrebbe essere un uccello felice (ogni riferimento anatomico è puramente casuale) perché quella è la sua indole, e invece è solo un volatile tarpato. E così inizia a immaginarsi on the road again, moto e capelli al vento (se glien’è rimasto qualcuno), una donna per ogni tappa. Molto, molto pericoloso…

La sera, a letto, visto che uno c’ha tempo e non è stanco perché non ha fatto un cavolo… Indossate lingerie sexy, non vi struccate, lo invitate a rispolverare l’inventario a sua disposizione. E lui vi guarda come se foste impazzite. Perché voi siete mogli, che diamine, e le mogli devono stare al loro posto col pigiamone antistupro e la ciabatta pelosa, quelle con cui bisogna farlo per dovere coniugale. Che sennò poi di che andrebbero a lamentarsi con le amanti?

2) Vi guarda con curiosità perché vi riscopre. Vi vede belle, più belle di quanto ricordasse, si complimenta per ogni piatto cucinato anche se fa schifo ai barbari, vi sorride ogni volta che incrociate il suo sguardo.

Gli prende una sorta di risveglio coniugormonale, allude al sesso a ogni piè sospinto, vi tasta le chiappe, e la sera a letto vi assale con puntualità svizzera. E non che ci si lamenti, eh, ma pure alla lunga la cosa diventa stancante perché, nel frattempo, avete abbandonato anche la palestra e siete un tantino fuori allenamento…

Parola d’ordine: riscopritevi.

Scherzi a parte, lo stare insieme nella stessa casa h24 può essere un’ottima occasione per ritrovarsi. Coronavirus e crisi di coppia sono altrettanto pericolosi. Genitori, organizzatevi e condividete. Imparate a giocare alla Playstation, rispolverate il vecchio Scarabeo, raccontatevi. Non avete idea di quanto poco i nostri figli sanno di noi, e quanto sarebbe costruttivo riscoprirci bambini e poi ragazzi, con le stesse problematiche che oggi loro ritengono insormontabili.

Coniugi, debellate il coronavirus e la crisi di coppia e riprendete a guardarvi negli occhi. Anche voi parlatevi, parlatevi tanto e raccontatevi, che manco l’altro sa molto di voi, alla fine. Dedicatevi qualche coccola perché questo momento non è facile per nessuno. Portatevi un caffè a letto, indugiate al calduccio tra le coperte una mezz’ora in più tanto nessuno vi corre dietro. Annusatevi, riconoscete il profumo dell’altro e il battito del suo cuore, tutto quello che vi ha fatti innamorare. Non litigate, non rinfacciate; in questa circostanza non aiuterebbe a chiarirvi ma solo a inasprire la convivenza e a trasformarla in un vero inferno.

Approfittate dell’allontanamento forzato di eventuali amanti e godetevi quello che avete. Che molte volte è tanto, tanto di più.

Questo momento passerà, la quarantena finirà e tutto riprenderà ai soliti ritmi stressanti. Ma magari qualcosa di questi giorni rimarrà. Di certo sarà una consapevolezza.

Bella o brutta che sia, servirà a chiarirvi le idee, e a farvi prendere la strada giusta. La Sindrome di Nonna Papera è con voi.

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