Donne contro Violenza: come difendersi

L’avvocato Argia Di Donato illustra i vari reati e le relative pene in caso violenza – III parte

Terza e ultima parte del focus sulla violenza sulle donne. Nel primo articolo abbiamo trattato il fenomeno nella sua globalità, nel secondo come affrontarlo. In questo terzo approfondimento parleremo dei nuovi strumenti a disposizione e del congruo aumento delle pene in merito ai reati descritti.

I Centri Antiviolenza

Purtroppo, il più delle volte la violenza è il frutto di dinamiche e relazioni che si sviluppano all’interno delle famiglie. La difficoltà in cui si trova la vittima di violenza, oltre al prendere coscienza con il problema, è l’effettiva incapacità di trovare il coraggio per fronteggiare il proprio aguzzino. La rete di solidarietà che si sviluppa attorno ad una donna che è stata maltrattata è di vitale importanza. Ecco perché, amici e parenti possono mostrarsi un valido aiuto per far sentire la vittima meno sola.

Su tutto il territorio nazionale si snodano i Centri Antiviolenza, luoghi di accoglienza e di sostegno alle vittime. Ad un “primo conforto” (con colloqui personali, ospitalità nelle cosiddette case rifugio) seguirà il raccordo con la rete per trovare la soluzione più adeguata al caso e la conseguente tutela.

Il Codice Rosso

È di luglio 2019 l’ultimo intervento legislativo per combattere il fenomeno della violenza.  La Legge 19 luglio 2019, n. 69, chiamata “Codice Rosso” traccia una sorta di “corsia preferenziale” per il contrasto della violenza a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. In base alla nuova normativa, infatti, il pubblico ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, (salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa).

Lavorare sulle donne e la loro autostima

Di fondamentale importanza – mai dimenticarlo – è il lavoro sulle donne e sul contesto familiare che dev’essere maggiorato e potenziato; è necessario che i casi di maltrattamento e di violenza emergano prima che sia troppo tardi, dato che il contrasto effettivo dei fatti criminosi nella realtà pratica è complesso e non sempre di pronta risoluzione.

Gli organi preposti

Spesso anche gli organi di polizia non sono muniti della formazione sufficiente per approcciare al fenomeno della violenza di genere in maniera adeguata: in base alla nuova normativa, la Polizia di Stato, l’Arma dei  carabinieri  e  il  Corpo  di Polizia  Penitenziaria  attivano  presso  i  rispettivi  istituti  di formazione  specifici  corsi  destinati  al  personale  che  esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria in  relazione alla prevenzione e al perseguimento di tali tipi di reati.

Le pene aumentano

Molte, quindi, le novità introdotte dalla nuova legge:

Violenza sessuale

In caso di violenza sessuale la pena è aumentata da sei a dodici anni a 12 anni, e diventa aggravata in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra cosa utile.

Stalking

Per il reato di stalking la reclusione passa dai 6 mesi-5 anni al range del minimo di un anno al massimo di 6 anni e sei mesi.

Revenge porn

Novità è l’introduzione del reato di revenge porn (art. 612-ter codice penale – Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) che punisce con la reclusione da uno a sei  anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000 chi, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica  o  diffonde  immagini  o  video  a  contenuto  sessualmente esplicito, destinati a rimanere  privati,  senza  il  consenso  delle persone rappresentate. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. 

Costrizione

Dall’aumento della pena per maltrattamenti contro familiari o conviventi (la reclusione passa dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni, con aumento fino alla metà se il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile oppure se l’aggressione è armata), alla punibilità della costrizione o induzione al matrimonio che punisce (con la reclusione da uno a cinque anni) chi, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile.

E vulnerabilità

La stessa  pena  si  applica  a  chiunque,   approfittando   delle condizioni  di  vulnerabilità  o  di  inferiorità psichica  o   di necessità di una  persona,  con  abuso  delle  relazioni  familiari, domestiche, lavorative o dell’autorità derivante  dall’affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, la induce a contrarre matrimonio o unione civile[1].

[1] La pena è aumentata se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni diciotto.  La pena è da due a sette anni di reclusione se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni quattordici).

***

L'Avvocato Argia di Donato per Il Porto delle Donne Argia di Donato vive e lavora a Napoli. Avvocato con particolari competenze in diritto di famiglia e diritto minorile, tutela degli animali e diritto marittimo. Iscritta all’Albo dei giornalisti della Campania, Direttore Responsabile di Juris News, periodico di informazione giuridica.

È presidente di NOMOΣ Movimento Forense, associazione di avvocati impegnata sul territorio con progetti educativi e culturali, molto attiva nel contrasto alla violenza di genere e nella educazione e rieducazione alla Legalità e Giustizia all’interno delle scuole di ogni ordine e grado.

È autrice di libri, numerosi racconti e poesie contenuti in varie antologie. 

È portavoce del Movimento culturale “Liberiamo il cratere” con il quale ha realizzato numerosi reading e performance multimediali, nonché rassegne letterarie ed eventi artistici. È illustratrice, pittrice e cantante; il suo sito è www.argiadidonato.it.

Per un consiglio o una consulenza scrivi all’avvocato Argia di Donato al seguente indirizzo e-mail: studiolegaledidonatonapoli@gmail.com.

Ti è piaciuto? Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *