Over 50

Over 50 è quando doppi la boa del “finalmente me ne fotto”

Over 50, ovvero la “seconda età”.

Noi over 50 oggi abbiamo spostato in avanti l’asticella de “nel mezzo del cammin di nostra vita” che il Sommo all’epoca aveva fissato a 35. Siamo entrati nella “seconda età”, quella più bella in termini di libertà, consapevolezza, e un pizzico di strafottenza.

Ho visto uomini e donne dannarsi per questo traguardo. Ho sentito affermazioni del tipo “ormai sono morto” e “che devo fare più, ormai sono vecchia”; niente festeggiamenti, niente a cui brindare, unico imperativo categorico è rassegnarsi.

Fissare con ossessione quella boa ne sfoca i contorni.

È vero, ne acquisiamo la consapevolezza: il più è fatto, abbiamo più giorni alle spalle che di fronte ma proprio per questo tutto assume un valore diverso. Fissare con ossessione quella boa ne sfoca i contorni, ci impedisce di vedere oltre. E quell’oltre spesso è bellissimo e pieno di sorprese.

Possiamo innanzitutto definirci fortunati ad esserci arrivati: è un privilegio che tanti non hanno avuto e che a 20 anni volentieri avrebbero scambiato i nostri giorni con i loro. Le rughe? Sono vita. Sono le risate con chi ami, le bevute con gli amici (si sa che l’alcool è nemico della pelle ma io, come Oscar Wilde, credo che l’unico modo per resistere ad una tentazione è cedervi) ), i pianti per un amore perduto e le preoccupazioni per un figlio che ritarda a rientrare. La pancetta è il ricordo di una meravigliosa gravidanza e le tette… quelle non saranno mai più come a vent’anni, ce le possiamo scordare, qualunque sia la nostra storia e relative idee sulla vecchiaia.

Ricordo bene i miei 50. Al contrario, io ho voluto festeggiare eccome, con tutti i miei amici più cari. Ricordo di essermi sentita bene nonostante i temporali che vedevo vorticare sulla mia testa. Ne sono successe cose, da allora. Sembrava che il padreterno (o chi per esso) avesse deciso di ricordarsi di me giusto in quegli anni, e avesse concentrato le sue punizioni divine. Ho dovuto, mio malgrado, combattere per non affogare come mai prima. Dal rosa al grigio è stato poco più di un balzo.

Non lasciatevi condizionare dai cliché.

E allora mi sono creata dei salvagente. Mi sono concessa cose che mi facevano star bene e che avevo desiderato da sempre. Mi sono fatta un tatuaggio senza dover dar conto o esempio a nessuno. Ho iniziato a suonare la batteria (uno dei miei più grandi desideri negati di ragazzina). Ho iniziato a praticare il wing tiun kung fu (un percorso personale di grande importanza che mi ridato autostima e ha aiutato a ricentrare me stessa).

Mi sono sentita dire “ma tu vuoi fare tutte cose da maschio!” Perché no, se ci mettiamo anche che guido la motocicletta. Lo so fare, mi piace, non vedo l’impedimento o la sconvenienza. Ecco, un altro vantaggio di un’over 50 è di essere una felice consapevole di non dover piacere per forza a tutti, né di doversi giustificare per le proprie scelte. Ho doppiato la boa del “finalmente me ne fotto”, pare niente?

E del requiem “ormai non hai più l’età” ne vogliamo parlare? Secondo costoro ci sarebbe precluso un buon tre quarti di cose che non potremmo fare solo perché l’età non è più quella. E non parlo di indossare minigonne a filo di chiappa o partecipare alle serate in discoteca insieme alle ragazzine… Costoro ci (si) vedono sedute su una sedia a dondolo col plaid della nonna sulle gambe a fare la maglia e a dispensare perle di saggezza ai nipotini. Io invece l’ho vissuta come un’evoluzione. Il wing tiun mi ha insegnato che i limiti sono quelli che noi stessi ci poniamo, e che sono serenamente superabili perché nessuno (quelli relativamente sane di mente, intendo) ambisce ad andare sulla Luna ma magari un giretto in deltaplano con l’istruttore…

L’over 50 può avere un bell’orizzonte: risvegliamo l’esploratore che è in noi.

Cerco di essere ottimista. Mi sforzo di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno (se possibile, di roba buona) proprio perché non ho più tanto tempo. Dopotutto, passare il resto a guardarsi allo specchio e compatirsi non è una bella prospettiva; tanto il tempo se ne frega delle nostre umane seghe mentali e continua il suo scorrere implacabile. So che non posso riavvolgere il nastro e tornare indietro, e se potessi lo farei solo a patto di conservare la consapevolezza di oggi altrimenti che senso avrebbe? No, non ripercorrerei un solo passo della mia vita passata, quella l’ho già vista e so come va a finire.

Mi piace tanto, la mia vita di oggi e, in barba al fatto di essere una over 50, spero di riuscire a prendermi il massimo da questi anni a venire. È tutta un’avventura, gente.

E voi, come vi sentite con voi stesse/i?

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