Regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi

L’avvocato Argia Di Donato in tema di rapporti patrimoniali tra coniugi.

La famiglia è la prima cellula sociale e, come tale, da essa traggono origine e vita molteplici rapporti giuridici di tipo patrimoniale e non. È buona norma tenere ben presente che – una volta deciso di sposarci – sarà opportuno cooperare per assicurare il miglior sviluppo e benessere della costituenda comunità. Questo comporterebbe anche una saggia regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Le questioni pratiche, oggi, ricevono molta più attenzione rispetto a ieri. Le oscillazioni dei mercati mettono senza dubbio a dura prova la nostra abilità e parsimonia nel risparmiare. Tuttavia, per ogni anno che passa, la famiglia si allarga e le spese triplicano.

Regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi: le convenzioni matrimoniali

È quindi il caso di fare – seppur sinteticamente – un po’ di chiarezza sulle convenzioni matrimoniali, quegli accordi a cui i coniugi addivengono per regolare i propri rapporti patrimoniali relativi alla vita familiare.

La comunione legale

La comunione legale è il regime patrimoniale preferenziale, in quanto si costituisce per legge e in mancanza di una scelta differente dei coniugi (separazione dei beni e fondo patrimoniale).

Viene amministrata da ambedue, da ciascuno separatamente (atti di ordinaria amministrazione) o da entrambi congiuntamente (atti di straordinaria amministrazione); ricomprende tutti i beni acquistati durante il matrimonio, anche singolarmente, da uno degli sposi. Vi rientrano, pertanto, tutti le acquisizioni effettuate dal marito e dalla moglie (insieme o singolarmente) in costanza di matrimonio, le aziende gestite da entrambi e istituite dopo il matrimonio e gli utili e gli incrementi delle aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite prima del matrimonio.

Ne restano tuttavia esclusi i beni personali di ciascun coniuge. Quelli conseguiti prima del matrimonio o dopo, per effetto di donazione o successione nonché quelli strettamente personali o di uso professionale. La comunione si scioglie per morte o fallimento di uno dei coniugi, e a seguito di separazione personale e/o annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

La separazione dei beni

È data la facoltà per i consorti di conservare la titolarità esclusiva dei beni acquisiti durante la vita coniugale. È questo il caso del regime della separazione dei beni, che può essere costituita al momento della celebrazione nuziale, con dichiarazione apposita inserita nell’atto di celebrazione dello stesso o successivamente, attraverso la stipula di una convenzione matrimoniale.

Il fondo patrimoniale

I coniugi possono optare anche per la costituzione di un Fondo Patrimoniale, una sorta di patrimonio separato e costituito per esigenze specifiche della famiglia. I beni che vi confluiscono –  beni immobili, beni mobili registrati e titoli di credito degli stessi coniugi o anche di un terzo – diventano “vincolati” senza che sia necessario alcun trasferimento di proprietà.

Naturalmente se nella famiglia vi sono figli minori, per disporre di tali beni oltre al consenso di entrambi i genitori è necessaria l’autorizzazione del giudice. Il Fondo si scoglie per annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Ma se vi sono figli minori, il fondo permane fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio.

Convenzioni matrimoniali in ogni tempo: quale utilità?

Molti Stati concedono una più ampia autonomia nella regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi, anche relativamente all’eventuale fase di separazione e di divorzio, attraverso accordi contenuti in un’apposita convenzione stipulata prima di contrarre il matrimonio.

Tali contratti si rivelano strumenti utili al fine di pacificare controversie tra i coniugi, soprattutto in occasione della fine eventuale e futura di una relazione coniugale. Spesse volte, le controversie verso le quali vengono concentrate le attenzioni dei coniugi vertono su questioni prettamente economiche.

Il maggior conflitto nelle separazioni è stabilire il mantenimento.

Alla base di mancate separazioni consensuali, v’è spesso il conflitto di chi non riesce a mettersi d’accordo sull’entità del “quantum” dell’assegno di mantenimento (e questo per fare solo un esempio).

Ecco perché, non volendo per forza “favorire” questo strumento negoziale, stipulare una convenzione prematrimoniale con le dovute attenzioni, cercando di contemperare i diversi interessi economici delle parti, potrebbe rivelarsi utile per evitare inutili controversie future.

In Italia, il ruolo della famiglia ha un’incidenza culturale diversa rispetto ai paesi anglosassoni (nei quali tali accordi sono molto frequenti). Tale tipologia di patti – sebbene sostenuti da qualche proposta di legge e in alcuni casi specifici nonché sporadici riscontrati favorevolmente in giudizio – viene ritenuta nulla da costante giurisprudenza.

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L'Avvocato Argia di Donato per Il Porto delle Donne Argia di Donato vive e lavora a Napoli. Avvocato con particolari competenze in diritto di famiglia e diritto minorile, tutela degli animali e diritto marittimo. È iscritta all’Albo dei giornalisti della Campania ed è direttore responsabile di Juris News, periodico di informazione giuridica.

È presidente di NOMOΣ Movimento Forense, associazione di avvocati impegnata sul territorio con progetti educativi e culturali, molto attiva nel contrasto alla violenza di genere e nella educazione e rieducazione alla Legalità e Giustizia all’interno delle scuole di ogni ordine e grado.

È autrice di libri, numerosi racconti e poesie contenuti in varie antologie. 

È portavoce del Movimento culturale “Liberiamo il cratere” con il quale ha realizzato numerosi reading e performance multimediali, nonché rassegne letterarie ed eventi artistici. È illustratrice, pittrice e cantante; il suo sito è www.argiadidonato.it.

Per un consiglio o una consulenza scrivi all’avvocato Argia di Donato al seguente indirizzo e-mail: studiolegaledidonatonapoli@gmail.com.

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