Suarez e la farsa della cittadinanza italiana

Suarez e la cittadinanza italiana: una farsa vergognosa in nome di uno sport che pare non conosca più limiti, neppure nella decenza.

Il calcio ormai mette sul piatto milioni come noccioline (noi pure su quelle stiamo attenti ché fanno ingrassare) e tutti quei soldi riescono a far spostare montagne che per i comuni mortali restano tali.

È vero, il calciatore uruguaiano Luis Suarez sarebbe venuto a giocare nella Juve per 10 milioni di euro a stagione quindi che fai, gli fai mica saltare il lavoro, porello, come ha affermato uno dei docenti dell’Università per Stranieri di Perugia preposti alla preparazione del genio e ora indagati dalla Procura. Genio, certo. A dispetto della sua facies che francamente non evoca proprio una volpe. Ma intanto, se di norma un esame del genere si sostiene in circa 2 ore e mezza, il pistolero lo ha sparato fuori in una ventina di minuti… sarà un singolare caso di Eiaculazione Culturale Precoce.

La Juve è la Vecchia Signora che tutto può, e così il potere passa anche attraverso le vene di uno dei suoi avvocati che ha promesso all’ateneo perugino altri stranieri da portare come merce di scambio per un aiutino sull’esame di Suarez.

A questo punto, partono le considerazioni.

La prima è che tutti ’sti prodigi – professori, rettori, togati – che hanno candidamente (si fa per dire) parlato a telefono di cose tanto delicate dovrebbero farsi pure loro un videocorso accelerato, ma di Tenente Colombo, Signora in Giallo e C.S.I. E va bene che non sapevano di essere già sotto intercettazione per chissà che altra diavoleria, ma che cacchio, andarsi a prendere un caffè e parlarsi a quattr’occhi no?

La seconda, che è quella che mi fa più orrore, è che per un gioco si svende la cittadinanza italiana che a tutti i comuni mortali di cui sopra costa sudore, studio vero e anni di attesa incastrati in una burocrazia notoriamente lenta e astrusa.

Come avrebbe fatto, dunque, Luis Suarez a bypassare la trafila che vuole una serie di requisiti (a parte quelli per cui la cittadinanza si può ottenere in automatico, come discendenza, nascita su territorio italiano, adozione) come matrimonio, che prevede che il soggetto risieda legalmente da almeno due anni nel territorio italiano, o residenza, che ne prevede da almeno 3 ad almeno 10 a seconda dei casi, come recita il sito dell’INPS. Se poi volete farvi due croci sull’iter da seguire, date un’occhiata al sito di Cittadinanza Attiva, roba da finire a capate nel muro.

Non condivido affatto la trappola burocratica che affligge il nostro Paese per ogni cosa, ma i requisiti sì. La cittadinanza non è una cosa che si deve dare così, a cuor leggero. Non è e non dev’essere merce di scambio, neppure per un calciatore milionario da contratto milionario.

Quindi, buon lavoro alla Procura di Perugia. La Sindrome di Nonna Papera è con lei. Anche se siamo tifosi, lo strapotere del calcio deve avere un limite.

Ti è piaciuto? Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *