La tutela della famiglia debole

L’avvocato Argia Di Donato per Il Porto delle Donne illustra gli strumenti giuridici ed economici a tutela della famiglia debole – I parte.

Le famiglie, come nucleo e fulcro del vivere dei propri componenti, sono luoghi di evoluzione dell’individuo, di scambio emotivo relazionale e punto di congiunzione tra generazioni differenti. Sono – spesso e volentieri, ahimè – anche terreno di sofferenza e di regressione in cui trovano spazio le emozioni in negativo. Non esistono in linea generale ed univoca elementi assoluti caratterizzanti la famiglia, intesa come insieme di individui diversi; i fondamenti costituenti il nucleo familiare variano di volta in volta e le situazioni, in quanto facenti capo all’epicentro parentale, differiscono sempre perché condizionati da molteplici varianti di tipo sociale, culturale, etnico ecc. La tutela della famiglia debole è quella che andremo ad analizzare.

Quali politiche per la famiglia debole?

Come avvocato della famiglia, sono costantemente a contatto con contesti socio culturali tra loro molto diversi; quando si lavora con il territorio poi, si ha modo di confrontarsi con problematiche di vario genere che fanno riflettere sui reali bisogni ed esigenze delle famiglie.

Delle politiche giuste dovrebbero ovviamente assicurare a tutti il diritto di poter disporre di un reddito da lavoro, necessario per la costituzione della famiglia, e di abitare una casa che sia adeguata alla composizione familiare, collocata in un contesto socio culturale adatto alla buona crescita materiale e spirituale dei suoi componenti.

Politiche giuste a tutela della famiglia debole dovrebbero poi, offrire l’opportunità per ciascun individuo di crescere i propri figli, di accudirli, educarli ed istruirli adeguatamente, con possibilità di cura anche per i suoi componenti disabili, non autosufficienti.

Politiche riparatorie e promozonali

Delle buone politiche quindi, non devono solo essere riparatorie, occuparsi cioè, di “riparare” al bisogno esistente ma devono essere promozionali, ossia capaci di attivare le risorse dei singoli e delle famiglie nel loro complesso e capaci di assicurare servizi e interventi di cura, sostegno e promozione adeguati alle funzioni assistenziali ed educative che gravano sul nucleo familiare.

L’attenzione della politica alla famiglia inoltre, deve avere un approccio diverso nel considerare il lavoro e il sostegno al lavoro femminile, l’istruzione, la revisione dell’organizzazione e della gestione dei rapporti nei servizi sanitari in funzione dell’utenza, i trasporti e la vivibilità delle città.

Uno sguardo più ampio

Volendo allargare lo sguardo all’Europa, confrontandoci con altri paesi del nostro continente, ci rendiamo conto che in effetti, investiamo poco in risorse per le politiche a favore di famiglie e minori; ciò accade, anche, per le politiche di contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale.

Dai dati e dagli studi effettuati comparati con altri paesi europei, infatti, risulta che le famiglie italiane sono quelle più penalizzate.

La crisi economica e sociale con la quale l’Italia ha dovuto fare i conti negli ultimi dieci anni è stata notevole, nel nostro paese scontiamo ancora un “welfare cristallizzato” e poco attento a questioni importanti come quella delle pari opportunità e dei diritti dei minori, del lavoro casalingo (mai considerato nel suo duplice profilo di lavoro socialmente necessario e di vincolo alla partecipazione femminile al mercato del lavoro e di misure di integrazione dei redditi insufficienti per una vita familiare dignitosa).

I principali interventi

Il legislatore, oscillando con fatica tra i vari colori politici, ha tentato di mettersi in pari con l’Europa, e tra i principali interventi a livello nazionale, ricordiamo il Bonus Famiglia (una tantum, su reddito complessivo nucleo familiare), il Fondo credito nuovi nati (agevolazioni per i neonati),  l’estensione degli assegni familiari ai lavoratori autonomi, il tetto massimo per la rata del mutuo a tasso variabile, l’aumento delle risorse per il fondo affitti, la social card, l’abbattimento dei costi per le famiglie numerose, la riorganizzazione dei consultori e la qualificazione del lavoro degli assistenti familiari. Anche le Regioni si sono date da fare per sostenere le famiglie, promuovendo il lavoro di rete, centralizzando gli interventi urgenti e facilitando i cittadini nell’accesso alle agevolazioni.

Le misure a tutela delle famiglie

Nel nostro paese, l’assistenza sociale è realizzata attraverso molteplici interventi nazionali, regionali comunali, volti al servizio alla persona e alla erogazione di fondi alla presenza di determinate condizioni.

La Legge n. 328/2000

Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, nel dare assistenza a persone disabili, anziani non autosufficienti e famiglie, riconosce e sostiene il ruolo peculiare delle famiglie con:

a) l’erogazione di assegni di cura e altri interventi a sostegno della maternità e della paternità responsabile, in collaborazione con i servizi sanitari e con i servizi socio – educativi della prima infanzia; b) politiche di conciliazione tra il tempo di lavoro e il tempo di cura; c) servizi formativi e informativi di sostegno alla genitorialità, anche attraverso la promozione del mutuo aiuto tra le famiglie; d) prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare, anche con benefici di carattere economico, in particolare per le famiglie che assumono compiti di accoglienza, di cura di disabili fisici, psichici e sensoriali e di altre persone in difficoltà, di minori in affidamento, di anziani;  e) servizi di sollievo, consistenti nell’accudimento quotidiano delle persone bisognose di cure particolari; f) servizi per l’affido familiare, per supportare il percorso educativo e formativo delle famiglie interessate.

I comuni possono prevedere, altresì, agevolazioni fiscali e tariffarie a tutela della famiglia debole con specifiche responsabilità di cura, possono deliberare ulteriori riduzioni dell’aliquota dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) per la prima casa, nonché adottare tariffe ridotte per l’accesso ai servizi educativi e sociali.

Il Piano Nazionale di politiche familiari

Novità introdotta dalla finanziaria del 2007, un vero e  proprio «quadro organico e di medio termine di politiche specificatamente rivolte alla famiglia»,  contiene linee di indirizzo omogenee in materia di politiche familiari e garantisce centralità e cittadinanza sociale alla famiglia e individua tre aree di intervento urgente: le famiglie con minori, in particolare le famiglie numerose; le famiglie con disabili o anziani non autosufficienti; le famiglie con disagi conclamati sia nella coppia, sia nelle relazioni genitori-figli, e bisognose di sostegni urgenti.

Nel prossimo articolo forniremo l’elenco completo dei vari sostegni economico/giuridici a disposizione delle famiglie

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L'Avvocato Argia di Donato per Il Porto delle Donne Argia di Donato vive e lavora a Napoli. Avvocato con particolari competenze in diritto di famiglia e diritto minorile, tutela degli animali e diritto marittimo. Iscritta all’Albo dei giornalisti della Campania, Direttore Responsabile di Juris News, periodico di informazione giuridica.

Presidente di NOMOΣ Movimento Forense, associazione di avvocati impegnata sul territorio con progetti educativi e culturali; molto attiva nel contrasto alla violenza di genere e nella educazione e rieducazione alla Legalità e Giustizia all’interno delle scuole di ogni ordine e grado.

Autrice di libri, numerosi racconti e poesie contenuti in varie antologie. 

Portavoce del Movimento culturale “Liberiamo il cratere” con il quale ha realizzato numerosi reading e performance multimediali, nonché rassegne letterarie ed eventi artistici. È illustratrice, pittrice e cantante; il suo sito è www.argiadidonato.it.

Per un consiglio o una consulenza scrivi all’avvocato Argia di Donato al seguente indirizzo e-mail: studiolegaledidonatonapoli@gmail.com.

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